La Dirigente Matilde Nanni tra le voci dell’inchiesta di Chi sulla violenza nelle scuole

L’inchiesta di Chi racconta una scuola impegnata contro la violenza: sicurezza, alleanza educativa con le famiglie e cura del benessere degli studenti.

La Dirigente Scolastica Matilde Nanni tra le voci dell’inchiesta di Chi sulla violenza nelle scuole

Il settimanale Chi ha dedicato un ampio servizio al tema della crescente violenza negli istituti italiani, un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto forme sempre più preoccupanti: episodi di bullismo, aggressioni tra studenti, tensioni con le famiglie, fino a casi estremi che hanno coinvolto anche i docenti. L’inchiesta raccoglie testimonianze provenienti da diverse città — Palermo, Milano, Roma e Napoli — con l’obiettivo di restituire un quadro realistico e complesso della situazione attuale.

All’interno di questo mosaico di voci, Chi ha scelto di intervistare anche la nostra dirigente, prof.ssa Matilde Nanni, riconoscendo il valore della sua esperienza e la profondità della sua riflessione educativa.

Nel servizio, viene riporta la prospettiva di chi vive quotidianamente la scuola come luogo di relazione, crescita e responsabilità condivisa. Emergono alcuni punti che rappresentano da tempo l’impegno condiviso del nostro istituto:

  • La necessità di garantire sicurezza e serenità: la scuola deve essere un ambiente protetto, dove studenti e docenti possano lavorare e crescere senza paura.
  • Il ruolo decisivo della collaborazione con le famiglie: più che strumenti di controllo o misure emergenziali, ciò che serve davvero è un patto educativo forte, chiaro e costante tra scuola e genitori.
  • La gestione dei conflitti come competenza educativa: insegnare ai ragazzi a riconoscere e regolare le emozioni, a comunicare, a chiedere aiuto, a non isolarsi.
  • La responsabilità degli adulti: l’inchiesta mette in luce come molti episodi nascano da fragilità familiari e da una mancanza di riferimenti adulti stabili. La scuola può fare molto, ma non può sostituirsi completamente alla famiglia.

L’esperienza formativa messa in atto dal nostro istituto si inserisce perfettamente nel filo rosso dell’inchiesta: la violenza non è solo un problema disciplinare, ma un segnale di un disagio più profondo, che richiede una risposta educativa corale.

La presenza della dirigente Nanni in un’inchiesta nazionale rappresenta un riconoscimento importante per il nostro istituto. Significa che il lavoro svolto ogni giorno, tra prevenzione, ascolto, dialogo e costruzione di relazioni significative, viene percepito come un contributo autorevole nel dibattito pubblico.

L’articolo restituisce un’immagine della nostra scuola come realtà attenta, vigile e impegnata, capace di affrontare le difficoltà senza negarle e senza cedere alla rassegnazione. L’inchiesta di

Chi ci ricorda che la sfida educativa riguarda tutti: scuola, famiglie, istituzioni e società. Come comunità educante, siamo chiamati a continuare a lavorare insieme, con responsabilità e fiducia, per costruire ogni giorno un ambiente in cui i ragazzi possano sentirsi accolti, sostenuti e accompagnati nella loro crescita.

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Articolo Chi

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